21 Luglio 2026
Biologico, Coldiretti Sondrio: «Più trasparenza sulle importazioni»

SONDRIO – Il voto sul biologico del Parlamento europeo rappresenta un passo avanti per garantire maggiore trasparenza sulla provenienza dei prodotti importati, ma occorre procedere con azioni ancora più incisive sul fronte della semplificazione. Il settore, infatti, deve oggi affrontare un aggravio burocratico stimato in almeno il 30% in più rispetto all’agricoltura tradizionale.
È quanto afferma Coldiretti Sondrio dopo l’adozione, da parte della Commissione Agricoltura e Sviluppo rurale del Parlamento europeo, della relazione sulla revisione del regolamento Ue 2018/848 relativo alla produzione biologica.

L’approvazione della relazione finale – sottolinea Coldiretti Sondrio – ha permesso di reindirizzare una discussione parlamentare che rischiava di allargarsi ad aspetti tecnici di dettaglio, con il pericolo di indebolire alcuni principi fondamentali del biologico.
In particolare, il provvedimento introduce un uso più restrittivo della norma relativa all’impiego del logo europeo sui prodotti biologici importati da Paesi extra Ue. Una misura di rilievo, alla luce dell’aumento record delle importazioni da Paesi terzi, cresciute nel 2025 del 26% rispetto all’anno precedente. Positive anche le modifiche relative alla certificazione di gruppo, che dovrebbero facilitare i percorsi di certificazione biologica per i piccoli agricoltori.
«Si tratta di un tema importante anche per la nostra provincia – sottolinea Sandro Bambini, presidente di Coldiretti Sondrio – dove l’agricoltura di montagna è fatta in larga parte di imprese familiari, superfici frammentate, coltivazioni specializzate, prati, pascoli, viticoltura eroica e produzioni ad alto valore identitario. In territori come la Valtellina e la Valchiavenna, la trasparenza sull’origine e la certezza delle regole sono condizioni essenziali per tutelare il lavoro delle aziende e il rapporto di fiducia con i consumatori».

Il biologico rappresenta un settore strategico, ma resta esposto a un carico amministrativo che rischia di penalizzare soprattutto le realtà più piccole e quelle collocate in aree difficili, dove costi, tempi e adempimenti incidono in modo ancora più pesante sulla competitività delle imprese.
«La maggiore trasparenza sulle importazioni è un obiettivo condivisibile – prosegue Bambini – perché non è accettabile che prodotti provenienti da Paesi extra Ue possano entrare nel mercato europeo senza garanzie pienamente allineate a quelle richieste ai nostri agricoltori. Chi produce in montagna, rispettando regole, controlli e standard elevati, non può trovarsi a competere con prodotti che arrivano da sistemi meno rigorosi o meno verificabili».

Per Coldiretti Sondrio, occorre però accompagnare il percorso europeo con una semplificazione reale. La revisione del regolamento deve garantire norme chiare, stabili e applicabili, evitando ulteriori complicazioni per le imprese agricole.
«È positivo lo sforzo dimostrato verso una maggiore trasparenza – evidenzia Coldiretti Sondrio – ma nei successivi passaggi di confronto tra le istituzioni europee sarà necessario eliminare gli elementi di scarsa chiarezza e prevenire nuovi appesantimenti burocratici. Il biologico ha bisogno di regole certe, capaci di garantire concorrenza corretta tra produttori dei diversi Paesi e tutele effettive per i cittadini».

Resta centrale anche il tema dell’indicazione d’origine in etichetta. I consumatori devono poter conoscere con chiarezza la provenienza dei prodotti che acquistano, biologici e convenzionali, per compiere scelte consapevoli e premiare le filiere che garantiscono qualità, tracciabilità e legame con il territorio.
«Per le imprese agricole di Valtellina e Valchiavenna – conclude Bambini – la sfida non è soltanto produrre bene, ma vedere riconosciuto il valore del proprio lavoro. Servono regole europee che difendano la qualità, rafforzino i controlli sulle importazioni e riducano gli adempimenti inutili. Solo così il biologico potrà crescere senza diventare un percorso amministrativo troppo oneroso per chi lavora ogni giorno nei campi, nei vigneti, nei prati e negli alpeggi».

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