14 Maggio 2026
Sondrio, Legge di Orientamento: 25 anni che hanno cambiato l’agricoltura

SONDRIO – Venticinque anni fa cambiava il modo stesso di pensare l’agricoltura italiana. Era il 18 maggio 2001 quando entrava in vigore la Legge di Orientamento (D.Lgs. 228), fortemente sostenuta da Coldiretti, destinata a trasformare il ruolo dell’agricoltore: non più semplice produttore di materia prima, ma imprenditore multifunzionale, protagonista del territorio, dell’accoglienza, della vendita diretta e della tutela del paesaggio rurale. Un cambiamento che ha inciso profondamente anche sulla provincia di Sondrio, dove negli ultimi anni si sono sviluppate esperienze legate ad agriturismi, fattorie didattiche, mercati di Campagna Amica, agricoltura sociale e percorsi educativi rivolti alle scuole e alle famiglie.

“In un territorio montano come il nostro gli effetti della Legge di Orientamento sono stati particolarmente importanti” sottolinea Sandro Bambini. “La multifunzionalità ha permesso alle aziende agricole di integrare reddito, mantenere vive le aree rurali e valorizzare produzioni e paesaggi che rappresentano un patrimonio unico della Valtellina e della Valchiavenna”.

Nel territorio provinciale sono sempre più diffuse le realtà che affiancano alla produzione agricola attività esperienziali e di servizio: dalle fattorie didattiche agli agriturismi, fino ai percorsi dedicati all’educazione alimentare e ambientale. Laboratori nell’orto, incontri con gli animali, attività legate alla montagna e alla stagionalità dei prodotti diventano strumenti concreti per avvicinare bambini e famiglie al mondo agricolo e ai valori della ruralità alpina.
“La Legge di Orientamento ha dato alle aziende agricole la possibilità di innovare senza perdere autenticità” prosegue Bambini. “Oggi molte imprese agricole della provincia di Sondrio sono luoghi di ospitalità, formazione e promozione del territorio, capaci di creare economia ma anche relazioni sociali e presidio ambientale”.

Anche il comparto agrituristico guarda alla ricorrenza dei 25 anni come a uno spartiacque decisivo per lo sviluppo delle attività rurali in montagna. “Senza quella riforma molte delle esperienze che oggi caratterizzano gli agriturismi della provincia di Sondrio non sarebbero mai nate” evidenzia Angelo Cerasa. “La possibilità di integrare ospitalità, ristorazione agricola, trasformazione dei prodotti aziendali e attività didattiche ha consentito alle imprese di costruire un rapporto diretto con turisti, famiglie e comunità locali”.

Secondo Cerasa, la crescita delle attività esperienziali rappresenta oggi uno degli aspetti più significativi dell’evoluzione del settore: “Chi sceglie la montagna cerca autenticità, paesaggio, prodotti identitari e un rapporto diretto con chi vive e lavora sul territorio. Gli agriturismi valtellinesi e chiavennaschi stanno rispondendo a questa domanda valorizzando cultura agricola, tradizioni e produzioni locali”.

La norma, fortemente voluta da Coldiretti e concretizzata dall’allora ministro dell’Agricoltura Alfonso Pecoraro Scanio, ha infatti introdotto una nuova definizione di imprenditore agricolo, aprendo la strada alla trasformazione aziendale dei prodotti, alla vendita diretta, all’agricoltura sociale e allo sviluppo di attività connesse capaci di integrare il reddito delle aziende agricole.
A distanza di 25 anni, Coldiretti evidenzia come quella riforma abbia contribuito a rendere l’agricoltura italiana un modello europeo per biodiversità, qualità e valorizzazione delle produzioni territoriali, favorendo anche l’ingresso di giovani imprenditori grazie a nuove forme di impresa legate alla sostenibilità, all’innovazione e al rapporto diretto con i consumatori.
Sul fronte economico resta centrale anche il tema della trasparenza e della tutela del Made in Italy agroalimentare. “Difendere l’origine dei prodotti e garantire reciprocità nelle regole europee è fondamentale anche per le imprese agricole di montagna” conclude Bambini. “Non possiamo chiedere standard elevati ai nostri produttori e poi consentire l’ingresso di prodotti ottenuti con criteri diversi da quelli richiesti in Italia”.

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