12 Maggio 2026
Tuttofood: Coldiretti Sondrio, “il valore del cibo italiano nasce dai territori. Origine e trasparenza sono decisive”

SONDRIO – C’è un dato che più di altri racconta l’evoluzione dei consumi alimentari: quasi un prodotto agroalimentare su tre sugli scaffali richiama oggi esplicitamente l’italianità attraverso bandiere, diciture o indicazioni di origine. Un segnale che conferma come il consumatore ricerchi sempre più cibo riconoscibile, tracciabile e legato ai territori. È quanto emerge dall’analisi Coldiretti diffusa in occasione di TuttoFood, la grande manifestazione internazionale dedicata all’agroalimentare che in questi giorni riunisce a Milano buyer, operatori e stakeholder provenienti da ogni parte del mondo.
“Eventi come TuttoFood dimostrano quanto il cibo italiano sia oggi uno dei grandi ambasciatori economici e culturali del Paese” sottolinea Sandro Bambini, presidente di Coldiretti Sondrio. “Per un territorio come la nostra provincia alpina rappresentano anche una straordinaria occasione di visibilità internazionale, perché il mercato cerca sempre di più prodotti che abbiano identità, storia e radicamento territoriale”.

Per Coldiretti Sondrio il tema dell’origine resta centrale anche per difendere il valore aggiunto delle produzioni di montagna, dove il lavoro agricolo continua a confrontarsi con costi più elevati, difficoltà logistiche e condizioni ambientali complesse.
“In montagna produrre qualità richiede più lavoro, più presidio e più investimenti” prosegue Bambini. “Per questo è fondamentale che il consumatore possa distinguere chiaramente un prodotto realmente italiano e legato a un territorio da ciò che invece arriva dall’estero e viene semplicemente trasformato”.

Secondo il rapporto Censis/Coldiretti, il 91% degli italiani chiede infatti trasparenza totale sull’origine dei prodotti alimentari. Una richiesta che Coldiretti continua a sostenere anche a livello europeo, attraverso la battaglia per rendere obbligatoria l’etichetta d’origine su tutti gli alimenti commercializzati nell’Unione Europea.
Nel mirino c’è anche l’attuale codice doganale europeo fondato sul principio dell’ultima trasformazione sostanziale, che consente spesso a prodotti stranieri di acquisire un’apparente italianità dopo lavorazioni minime effettuate nel nostro Paese.
“È un sistema che rischia di penalizzare proprio le aree agricole più identitarie come Valtellina e Valchiavenna” aggiunge Bambini. “Qui il valore del prodotto nasce dal territorio, dal paesaggio, dal lavoro agricolo di montagna e da filiere che custodiscono tradizioni e biodiversità”.

L’agricoltura italiana rappresenta oggi il cuore di una filiera agroalimentare da 707 miliardi di euro e circa 4 milioni di occupati, ma continua a fare i conti con una situazione internazionale difficile, tra rincari energetici, aumento dei costi dei fertilizzanti e tensioni geopolitiche.
“Gli agricoltori stanno sostenendo aumenti molto pesanti sui costi di produzione” conclude Bambini. “L’Europa deve intervenire con misure rapide e concrete, perché difendere il reddito agricolo significa garantire sicurezza alimentare, qualità e futuro ai territori rurali e montani”.

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